Da Tirano a Grosio e ritorno
L'itinerario parte dalla stazione di Tirano. L'ambiente è diverso,
meno stantio e greve delle solite stazioni ferroviarie; turisti svizzeri
e tedeschi si incrociano; le lingue si mescolano; usciti sul piazzale se
ne scopre il motivo nella prospiciente stazione della ferrovia retica che
parte da qui per salire al passo del Bernina e scendere in Engadina sino
a St. Moritz.
Noi comunque, inforcata la bicicletta, al semaforo sulla statale giriamo a destra
e raggiungiamo dopo poche centinaia di metri il ponte sull'Adda.
Si può passeggiare o pedalare lungo le stradine del centro storico, poi si
imbocca la riva destra del fiume e si inizia a pedalare in dolce salita verso
monte, fra le vigne.
Si raggiunge poco dopo uno dei tanti laghi artificiali; questo alimenta la
centrale di Stazzona. E infatti poco dopo incontriamo un grande fabbricato
dell'Azienda Energetica Municipale di Milano vicino alla centrale di Lovero,
in caverna.
Proseguiamo sempre in lieve salita per raggiungere dapprima la contrada Nova,
poi il paese di Vervio. Da qui lo sguardo può spaziare dall'Adda sottostante ai
paesi del versante sinistro, dove scorre la statale, sovrastati dalla torre di
Pedenale, che domina il pese di Mazzo.
Poco dopo si arriva alla frazione di Vione dove si incontra la chiesa di S.
Abbondio sopra il cui portale c'è un affresco cinquecentesco di Cipriano
Valorsa, gloria locale in quanto originario di Grosio, che raggiunse comunque
una certa notorietà anche ne vicino trentino, in Val di Sole e in Val di Non.
Da Vione si scende sino a riprendere il percorso della vecchia strada statale
dello Stelvio e si entra in Grosotto.
Qui è molto significativo il santuario della Beata Vergine delle Grazie,
edificato nel 1487. Al suo interno un grande organo settecentesco e una tela
notevole del Chignoli, ma soprattutto una tela rappresentante la Sacra Famiglia
di Marcello Venusti.
Originario di Mazzo, allievo di Michelangelo è certamente il più grande, ma
purtroppo non conosciuto pittore valtellinese del '500. Questa è la sua unica
opera in provincia di Sondrio.
Si riprende il percorso verso Grosio e si raggiunge la centrale dell'AEM del
Roasco inferiore e quella di Grosotto, dall'altra parte delle valle, che
testimoniano la storia dell'arrivo dell'energia elettrica nella città di Milano
nei primi decenni del secolo. Si tratta anche di tentativi esemplari e riusciti
di integrazione di fabbricati industriali nel paesaggio valtellinese.
A destra attraverso un sentiero che parte poco prima della centrale del Roasco
si può salire su uno sperone roccioso e raggiungere i ruderi dei due castelli
Visconti Venosta, il castel vecchio, o di S. Faustino, edificato nel dodicesimo
secolo e quello nuovo, costruito due secoli dopo. Su questo stesso sperone a
metà degli anni sessanta sono state trovate importanti incisioni rupestri che si
ricollegano a quelle analoghe, seppur ben più famose, della valle Camonica.
Si giunge infine a Grosio, dove vale la pena di soffermarsi almeno a dare uno
sguardo all'antica chiesa di S.Giorgio, del 13° secolo, con i caratteristici
affreschi di Andrea De Passeris nel presbiterio e altri affreschi del XV e XVI
secolo. In prossimità della chiesa si trova l'ossario, il cui intradosso è
affrescato dal Valorsa. Fra le vie S. Giorgio e Pruneri si può ammirare una
suggestiva fontana a pianta ottagonale.
Da Grosio la valle si stringe e sale con ben altra pendenza verso Sondalo e
Bormio. A noi converrà tornare verso Tirano. Durante il ritorno si può
attraversare l'Adda all'altezza di Grosotto e scendere lungo la riva sinistra
del fiume sino al paese di Mazzo in Valtellina.
In questo paese, ora fortunatamente solo lambito dal nuovo tracciato della strada
statale dello Stelvio, vale la pena di passeggiare per le stradine fra le due
chiese e le case patrizie delle famiglie notabili dei Lavizzari, dei Quadrio e
dei Venosta.
Proseguendo verso valle si raggiunge il vicino paese di Tovo di S. Agata, dopo
essere passati sotto alla torre di Pedenale.
Da questo paese si passa dall'altra parte della valle con un lungo ponte che
attraversa sia la statale sia il fiume e si riprende il cammino iniziale
all'altezza di Vervio; si svolta a sinistra e si scende verso la contrada di
Nova, da cui si ritorna a Tirano attaverso le vigne.

